
Annunciazione
Ippolito Scarsella detto “lo Scarsellino” (1550/1551 – 1620)
Olio su tela, 47 x 39cm
Questa trepida e finissima tela è una aggiunta di livello al folto catalogo di Ippolito Scarsella detto lo ‘Scarsellino’, il più importante pittore ferrarese operante tra Cinque e Seicento, la cui fama travalicò i confini locali. Il nostro pittore trattò a più riprese il tema dell’annunciazione (forse, nel nostro esemplare raggiunse il suo miglior risultato): se ne conoscono ben nove versioni giunte fino a noi, nei formati più svariati, dalla pala d’altare al rametto di devozione Altri nove lavori della medesima iconografia sono ricordati dalle fonti, al momento dispersi, in chiese e monasteri ferraresi.
Quel che accomuna la presente Annunciazione alle sue omologhe, nel catalogo dello Scarsellino, è in primis un ricorrente schema compositivo: il Dio Padre è collocato nella parte superiore della tela, colto mentre irrompe nella scena recando la colomba dello Spirito Santo, con una notevole sensibilità nella descrizione dei riverberi del lume sulle nubi vaporose. La parte inferiore della scena è improntata a un notevole dinamismo: il messaggero celeste è colto mentre plana in un umile interno domestico, con la Vergine che, a volte stupita, a volte timorosa, si appresta ad accogliere il suo destino di genitrice del Salvatore.
La nostra opera si distingue per la materia ricca e pastosa, per la restituzione, al limite del tattile, ad esempio delle ali dell’angelo e degli abiti, di spesso velluto, per l’efficace resa del pathos che viene comunicata al riguardante, enfatizzata, come già accennato, dalla attenta regia luministica.
Estratto dalla scheda di Alessandro Agresti