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Ritratto di giovane con veste da camera e cane

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Ritratto di giovane con veste da camera e cane

Sebastiano Ceccarini (Fano 1703 – 1783)

Olio su tela, cm. 98 x 74

Seppur inedito e fino ad ora giunto nella condizione di anonimato il dipinto può
essere ricondotto alla mano raffinata e sensibile del fanese Sebastiano Ceccarini, per
questa ragione ho chiamato in causa le Marche, anche se non può essere esclusa una
esecuzione romana, in uno dei lunghi soggiorni che diedero al pittore una prestigiosa
postazione nella ritrattistica del XVIII secolo.

L’intimità del momento e l’arrendevolezza del giovane raffigurato spingerebbero a
leggerlo come opera familiare dell’artista, è tuttavia impossibile cercarvi un
autoritratto, per la mancata corrispondenza delle fisionomie. Potrebbe
anche trattarsi di un figlio, ma non abbiamo elementi per confermarlo e valgano
tuttavia queste considerazioni per considerare l’approccio sincero e diretto col quale è
stato dipinto il quadro.

Il Ritratto di giovane con veste da camera e cagnolino potrebbe collocarsi negli anni
Cinquanta del Settecento, a cavallo tra la fine del periodo romano e il rientro in
patria.
Va infine rilevato che nel Ritratto della contessa Elisabetta Gabuccini Passionei,
della Pinacoteca civica di Fossombrone, si ritrova un tappeto da tavolo a grandi righe che vanno dal rosa al celeste, ma che è del tutto simile al tessuto della vestaglia indossata dal nostro giovane.

Massimo Pulini